MilanMonkeys @ EcceParkour 2010

Si conclude con questo scatto l’esperienza romana 2010 targata MilanMonkeys. Le scimmie ancora una volta protagoniste, insieme ad altri 200 traceur, dell’appuntamento più importante dell’anno: l’Ecce Parkour.

Il viaggio inizia giovedì 20 maggio alle 23, quando i 14 intrepidi traceur milanesi si incontrano in quel di San Donato per organizzare le macchine e partire alla volta della capitale italiana. Dopo svariate ore di non sonno che hanno visto posizioni improbabili nella macchina di Lando, deliri e concerti nelle vetture capitanate da Stefano e Meme, la truppa arriva finalmente a Roma per le 5 circa. Si parcheggia vicino allo spot e si cerca di raccimolare qualche grammo di forza prima dell’inizio del raduno: c’è chi dorme in macchina, chi col sacco a pelo sul marciapiede e chi, rimasto chiuso fuori e troppo buono per svegliare i compagni, comincia già a saltare per evitare di assiderare (Maurizio).

Dopo un “risveglio” traumatico e un’abbondante colazione si è pronti per iniziare. Si fanno le iscrizioni,  si salutano i tanti amici che arrivano da Bergamo, Trani, Napoli, Firenze, Varese, Torino e da tutto il resto dell’Italia (e non solo) e poi si parte. Corsa di riscaldamento capitanata da Yao, Blane, Laurant e gli altri ragazzi di Parkour Generations e poi si entra subito nel vivo del raduno. Il sole di mezzogiorno, e le 2 ore di sonno (per i più fortunati) alle spalle rendono l’avvio dell’esperienza romana un vero dilemma ma le scimmie stringono i denti e resistono fino in fondo stoiche e con la testa bella alta. Dopo un pasto e una bella bevuta alle numerose fontane che offriva lo spot dello stadio dei marmi, si riprende a sudare divisi, come sempre, tra principianti, intermedi e avanzati. Cominciamo già a ricevere i primi complimenti dai ragazzi di Parkour Generations, la cosa ci fa molto piacere e ci dà solo ancora più forza per andare avanti.

Finisce la prima giornata di allenamento, tutto bene a parte uno sfortunato taglio per Stefano quasi all’inizio (ahimè alcuni tratti dello spot erano veramente invasi da troppi vetri a mio avviso e un malaugurato infortunio al polso da parte di Bruno, merito magari dell’inesperienza ma per fortuna solo una brutta botta, nulla di grave. La brutta notizia invece arriva poco dopo: il dormitorio, che tutti pensavano dotato di letti, è invece solo dotato di pavimento, una doccia e non vi ci possono accedere le ragazze. Agnese un po’ spaesata ed impanicata viene soccorsa dall’ormai onnipresente Gise, organizzatore dell’evento, che riesce a procurare a lei e ad altre 4 traceuse un appartamento vicino allo spot. Alla fine della fiera saranno quelle che staranno meglio di tutti :P

Dopo esserci rifocillati e lavati come capitava ci mettiamo a dormire, o almeno ci proviamo: alcuni ragazzi svizzeri, come l’anno precedente, sembrano aver dimenticato il buon senso e il rispetto al di là delle Alpi e tengono la musica accesa anche a luci spente. Il nostro Dave si fa enorme, lancia occhiate e parole capaci di demolire montagne e stranamente la musica viene spenta. Morale: occhio a non far arrabbiare una scimmia, soprattutto quando è stanca ehehe.

Sabato ci svegliamo tutti con la consapevolezza che sarà una grande e faticosa giornata, ormai “allenati” dalle precedenti edizioni dell’evento, e dopo una sostanziosa colazione riprendiamo gli allenamenti. Il gruppo degli avanzati viene spremuto a dei livelli che solo Laurant Piemontesi sa fare, ma i nostri resistono fino alla fine, e anche gli associati nelle altre divisioni fanno vedere di che pasta è fatta Milano e cosa vuol dire Parkour: passione, fatica e determinazione. Si va avanti sotto il sole, si suda, si soffre tutti assieme, si muore per rinascere più forti ed andare avanti. Nelle pause si fanno due chiacchere con Yao, Annty, Blane e James di Parkour Generations, si ascoltano le perle di Laurant Piemontesi e si ringrazia Gise per tuttolo sbattimento che si è fatto insieme alla PKR.

Il pomeriggio di sabato è più soft, si fanno tecniche all’ombra dei pini dello stadio dei marmi, passaggi sulle sbarre, fluidità…ma…MA….poi, nel gruppo avanzato, Laurant decide di tentare di uccidere ancora una volta tutti con una serie di percorsi e esercizi finali veramente massacranti. Nessuno si tira indietro, la gente urla, stanca, ma tira avanti, si inizia insieme e si finisce insieme. Piccola nota molto “carina”: durante il pomeriggio Laurant offre carote ai traceur che si allenano con lui, piccoli momenti di pausa molto caratteristici e che uniscono ancora di più persone proveniente da ogni luogo d’Italia :P

Sabato sera, stremati dall’intensa giornata, ci si dà al relax: chi va a seguire la partita, chi fa quattro chiacchere al pub nella piazza vicino allo spot. Personalmente mi è piaciuto moltissimo stare ancora più a contatto con i nostri associati, i raduni in questo senso fanno molto: cementificano il rapporto insegnante-allievo-insegnante e rendono coeso ancora di più il gruppo.

Domenica mattina ci si sveglia abbastanza doloranti, c’è chi addirittura nella notte ha sognato di allenarsi con Yao…sabato è stato proprio pesante eheh. La mattinata passa relativamente in fretta, non si pompa tanto ma si gioca un po’ in giro, zompando a destra e a manca per poi prepararsi alla partenza e ai saluti, che avvengono verso le 15.30 del pomeriggio.

Dopo aver salutato Roma si torna verso Milano, pieno, tappa fissa anche al ritorno all’area di servizio di Ronco Bilaccio (ormai è diventata una succursale della sede A.S.D. Parkour Milano quel posto) e arrivo a San Donato per le 22. E qui saluti? No! 75 flessioni per celebrare il nostro ritorno a casa e la coesione che solo il Parkour può creare nelle persone!

Colgo l’occasione, e parlo a nome di tutti i MilanMonkeys, per fare i miei complimenti agli associati che ci hanno seguito in questa avventura durata 3 giorni. Per molti era il primo raduno e si sono comportati egregiamente. Un bravo ad Agnese, Maurizio, Stefano, Francesco, Bruno, Marco, Andrea, Claudio, Francesco (l’ingegnere), Domenico, un benvenuto ufficiale a Filippo tra le scimmie e un abbraccio forte al Rosso che non è potuto esserci; non preoccuparti, ne avremo ancora di occasioni per sudare e saltare assieme!

Grazie ancora a Gise, a Parkour Generations, a Laurant, un grazie a Gato, Geno, Ale, Axel, Ghost, Marco, Dani, Viviano e a tutti gli altri amici che erano presenti, ed un grazie a noi! Speriamo di essere ancora più numerosi il prossimo anno!

Per le foto dell’evento andate pure nell’ apposita sezione