Il TED (Technology Entertainment Design) è una conferenza sulla tecnologia e il design che si svolge ogni uno/due anni negli U.S.A., e ha fatto del motto “Ideas worth spreading” (Idee degne di essere diffuse) il suo motto principale. Sul sito trovate i discorsi di alcune delle persone più “grandi” del pianeta, a parer mio, e oggi vi consiglio quello del neuroscienziato Daniel Wolpert, poichè è incentrato su cervello e movimento, una tematica che sappiamo bene quanto centri col Parkour. Cliccando sull’immagine potete accedere al video, con possibili sottotitoli in inglese, ma per i più pigri farò un breve riassunto qui.

Mr Wolpert ci dice come l’evoluzione del nostro cervello, la ragione per cui negli esseri umani si è evoluto nel modo che ha fatto fino ad oggi, è il movimento. Il movimento infatti è l’unico modo che l’essere umano ha per relazionarsi con il mondo esterno: parlare, gesticolare, guardare, muoversi, ognuna di queste cose è possibile grazie alla contrazione dei muscoli sapientemente orchestrati dal nostro cervello.

Non pensadoci, ci può parere facile lanciare una pallina in aria e prenderla al volo, o raccogliere una cosa caduta per terra. Ma allora, come mai siamo riusciti ad inventare dei super computer che riescono a fare miliardi di operazioni al secondo e battere il più grande campione di scacchi al mondo, mentre il robot con la più avanzata intelligenza artificiale riesce goffamente a versare l’acqua in un bicchiere ? La risposta è semplice: il movimento è di una tale complessità che solo il nostro cervello riesce a padroneggiarlo.

Il concetto base del discorso di Daniel Wolpert si basa sul teorema di Bayes e sull’interferenza degli stimoli sensoriali. Le interferenze sono tutti quei fattori che disturbano la normale percezione sensoriale dell’essere umano; un semplice esempio è provare a toccarsi, ad unire in punta,  gli indici delle mani, e poi a ripetere la stessa cosa però intrapponendo fra essi un tavolo, o un quaderno. Il secondo tentativo ci vedrà molto meno precisi che il primo, poichè i sensi sono stati “disturbati” in questo caso dalla presenza di un oggetto tra le dita, che non ha reso possibile l’apprendimento della posizione dello spazio delle mani come avviene di solito.

Il teorema di Bayes, rivisato dal neuroscienziato, afferma che la precisione, l’ottimizzazione,  del movimento di un individuo deriva dall’unione dei dati sensoriali (vista, udito, tatto, ecc) e dalla memoria. Se non si è mai fatto un movimento le prime volte sarà meno preciso, basandosi esclusivamente sulle sensazioni che il corpo riceve dall’esterno; allo stesso modo, più lo si ripete e più la memoria del movimento si arricchisce, andando a minimizzare l’interferenza dei dati sensoriali. Questo perchè il nostro cervello è in grado di “prevedere” la risposta che gli arriva dai muscoli mano a mano che manda un determinato comando a questi ultimi.

Il breve riassunto qui sopra applicato al Parkour è chiaro: ripetere, ripetere e ancora ripetere i movimenti. Allenatevi con la testa, e quando imparate un nuovo movimento ripetetelo non una, due o tre volte, ma venti, cinquanta, cento. Arricchite la memoria del movimento, fate sì che il vostro cervello impari a predire le risposte del corpo su determinati passaggi, lasciando la componente sensoriale esterna l’unica vera “problematica” del salto, del vault, del monkey, del roll.

Infine, vi esorto comunque a guardare tutto il video perchè è davvero affascinante :)