Ecco qua un altro articolo di Chris ‘Blane’ Rowat che per contenuti si può tranquillamente definire il successore di Dilution, scritto sempre da Blane nel 2007 e riportato qua sul nostro sito qualche settimana fa. Questo nuovo pezzo, scritto qualche giorno fa, si incentra sulla preservazione dei valori alla base del parkour, che nell’ultimo periodo purtroppo, soprattutto in Inghilterra, stanno venendo meno. Visto che qui in Italia il parkour è ancora una disciplina relativamente nuova, sta a noi mantenere saldi i valori, tramandarli e far sì che tutti i praticanti, sia giovani che più esperti, li seguano saldamente. Sempre.

Lettura per cui d’obbligo per tutti, ma proprio tutti, praticanti e non, principianti e avanzati. Leggiamo, elaboriamo e condividiamo con più gente possibile.

Rispondiamo a questa Chiamata alle Armi.

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Quando 30 metri di camminata traversa con un bambino appeso sulla schiena è diventato meno importante di qualche salto di 6 metri tra due capannoni con un atterraggio sulla sabbia? Non mi importa niente dei tuoi balzi lunghi e rumorosi, quel ragazzo di 43 anni laggiù ha il doppio della tua età, ed è due volte più forte .. ed è appena sceso da 2 metri senza emettere alcun rumore.

 

Call to arms

Le cose che dovrebbero essere importanti nel Parkour non lo sono più e le cose che sono generalmente considerate impressionanti in realtà non lo sono, dopo aver scavato sotto la superficie. Il nostro sistema di valori sta degenerando.

 

Cerco di guardare il Parkour da un punto di vista neutrale a volte, come se non ne avessi mai sentito parlare prima.

 

Cosa penserei se avessi 17 anni e se avessi scoperto il Parkour oggi, alla fine del 2012? Immagino che lo considererei divertente e probabilmente avrei preso parte alla elaborazione di una parte di esso, ma vedrei qualcosa di molto diverso da quello che ho visto nove anni fa e so che non mi piacerebbe allo stesso modo di come mi è piaciuto allora.

 

Se hai finito questo articolo e credi nei valori che credo si trovino nel Parkour, allora spero sarai d ‘accordo che se non facciamo uno sforzo maggiore per condividerli, andranno persi. I nuovi arrivati vedono solo grandi salti, e non una pratica accessibile ed estremamente versatile per chiunque abbia desiderio di mettersi alla prova e migliorarsi.

 

Quello che ho visto nel Parkour nel 2003, a 17 anni:

  • Una piccola élite con una qualità di movimento ed attenzione al dettaglio in ogni azione che è raggiungibile solo attraverso migliaia di ore di pratica consapevole ed allenamento.
  • Un inflessibile spirito guerriero nell ‘allenamento e nel modo di affrontare ogni sfida, sia fisica, tecnica o mentale.
  • Una fiorente comunità positiva ispirata da quelli che sono venuti prima di loro.
  • Un metodo di allenamento e una comunità che apprezza tutti gli aspetti del Parkour allo stesso modo, e una coscienza collettiva interessata alla pratica del Parkour per tutta la vita, non solo per pochi mesi.

Quello che vedo nel 2012, a 26 anni:

  • Un grande aumento del numero di praticanti in tutto il mondo;
  • Grandi salti;
  • Atterraggi sporchi;
  • Gare;
  • Poche preziose persone rimaste aggrappate alle vecchie abitudini che mettono in dubbio le loro ragioni per continuare farlo…
  • …e, in definitiva, un cambiamento di ciò che ha valore nel Parkour.

Sono quelle poche persone preziose ed il cambiamento dei valori gli aspetti che mi interessano di più.

 

Mi sento responsabile per aver lasciato che questo cambiamento sia avvenuto incontrastato, tanto quanto tutti gli altri della ‘mia generazione ‘. Siamo tutti fermi lasciando che il Parkour evolva e cambi e cresca su internet senza alzarsi e dire: “Aspettate un attimo, tutto ciò è bello .. ma dove sono tutti gli altri aspetti del Parkour dei quali mi sono innamorato?”

 

Cerco di allenare gli altri tenendo bene in mente questi valori di cui sto parlando e so che un sacco di donne ed uomini con esperienza fanno la stessa cosa., ma non è sufficiente mantenere questi valori, così cari per alcuni di noi, limitandoci a diffonderli in alcune classi (n.d.t. corsi e attività) di Parkour in una manciata di città di tutto il mondo. Vi è la necessità di mostrarli su una scala più grande, se vogliamo mantenerli in vita, e soprattutto abbiamo bisogno di comunicare ad un livello abbastanza grande da poter essere trovati da coloro che, in contatto con il Parkour per la prima volta, sono alla ricerca di qualcosa di più dei grandi salti.

 

Negli ultimi anni, invece di tenere duro e credere in quello che abbiamo apprezzato e stimato nel Parkour quando abbiamo cominciato, giorno dopo giorno, video dopo video il nostro sistema di valori è stato corrotto. Anche quelle poche persone che credono ancora che il Parkour è per tutti, possono finire per sentirsi come se fossero in ritardo nel loro allenamento, non si sentono allo stesso livello di questo o di quell ‘altro nuovo praticante che può fare un determinato salto mentre loro non credono di poterlo fare, o forse non ne hanno nemmeno voglia.

 

Ma se ricordi ciò che ritenevi importante quando hai cominciato, allora non ti interesserà di non saper saltare tanto lontano quanto quel “nuovo ragazzo”. Ricordi quello che pensavi una volta? Cosa è qualsiasi salto, grande o piccolo.. senza un buon atterraggio? Quando migliorare la tua risalita, i tuoi piegamenti in verticale, aumentare il tuo numero massimo di squat, la tua quadrupedia, il tuo record di tenuta appeso su di un muro sono diventati meno soddisfacenti di migliorare il tuo salto in corsa…?

 

Ho visto gruppi di persone allenarsi insieme e lanciare sguardi divertiti al tizio che in disparte si faceva il culo con una giubbino zavorrato, cercando di diventare più forte nelle risalite. Quando quello che sta facendo è diventato meno importante nel Parkour?

 

Le sfide fisiche non sono una novità nel mondo del Parkour. Fin da quando è esistito il Parkour, le sfide fisiche sono state parte integrante di esso. In realtà, come alcuni di voi ben sapranno, molto prima che i salti attirassero le luci dei riflettori, le sfide fisiche erano parte integrante e fondamentale del Parkour.

Ormai non è più proprio così. Le sfide fisiche (e dannazione, anche l ‘allenamento fisico) sono specie in via di estinzione nel Parkour.

 

 

Con un cambiamento di tendenza, negli ultimi pochi anni il Parkour non è più il perfetto banco di prova per scoprire ciò che si è fisicamente, tecnicamente, mentalmente .. ed emotivamente. Non si tratta più di vedere se è possibile correre in un ‘altra città e tornare godendosi un ‘avventura di un giorno. Non si tratta più di vedere se si può spingere quella vecchia auto su per la collina con gli amici che hanno riso e pianto con te tutto il giorno.. e non si tratta più di vedere se si ha il coraggio di saltare su un albero umido nel caso in cui si dovesse salvare uno di quegli amici rimasto bloccato li.

 

Il Parkour è ormai in gran parte visto come un palcoscenico per i talentuosi, è la possibilità per le persone di mostrare al mondo come possono saltare più lontano di tutti gli altri, e come viaggiano in tutto il mondo per fare lo stesso salto che qualche altro ragazzo ha fatto in quel video l ‘anno scorso, ma aspetta, in più si può anche uscire con un sideflip.

 

Vedo competizioni in cui i “migliori atleti di parkour del mondo” ed i “campioni del mondo”gestiscono 37 secondi di corsa in un ‘arena cercando di fare qualcosa di più impressionante del ragazzo che li ha preceduti prima che scada il tempo, o prima che si fiacchino. 37 secondi di prestazioni mediocri? Ho conosciuto e mi sono allenato con uomini e donne che potrebbero durare 37 minuti a quel livello di intensità.

 

Chi ha lasciato crescere incontrastate queste stronzate? Quando tutto ciò è diventato così importante? Quando saltare più di qualcun altro è divenuto fondamentale nel Parkour? Quando andare in un posto cercando di replicare un movimento di qualcun altro è diventato l ‘obiettivo? Mi dispiace dirlo, ma noi abbiamo lasciato crescere queste stronzate. Il giorno in cui abbiamo cominciato a dubitare di noi stessi e a chiederci se fare quel grande salto potrebbe essere importante. Ecco Jesse Owens che salta 8,06 metri a Berlino, Germania nel 1936:

 

 

Questo è un salto enorme anche per gli standard di oggi con metodologie di allenamento all ‘avanguardia.. e quel salto è molto, molto più di qualsiasi altro professionista di Parkour abbia mai saltato tra due pareti. Perché, dunque, la comunità del Parkour (e del mondo), è così impressionata quando qualcuno salta 6 metri tra due capannoni e si accartoccia come se ci fosse una fossa di sabbia come quella dove Jesse è atterrato? Forse perché sono stati abbastanza coraggiosi da farlo su un precipizio? In troppi casi la paura di cadere è solo sconfitta dal pensiero di essere immortalati su YouTube di fronte a migliaia di persone in pigiama. È questa la tua idea di coraggio? In caso affermativo, ti prego di chiudere questa pagina dato che non c ‘è nulla qui per te.

 

Avere un motivo personale che valga la pena per fare un salto con tutti i rischi connessi, per dimostrare qualcosa a se stessi, per superare le proprie apprensioni e dubbi, per agire quando tutto dentro di te ti dice di abbandonare e tornare a casa SOLAMENTE per migliorare se stessi, dimostra coraggio e risolutezza. . e questi sono alcuni dei valori sui quali si basa il Parkour. Gli stessi valori che stanno scomparendo sotto i nostri occhi. Correre e spingere più che si può sperando di raggiungere l ‘altra parte del baratro solamente per farsi belli su internet, o perché già un amico lo ha fatto, mostra solo incoscienza e promette una vita breve nel Parkour.

 

Mi piace pensare che la maggior parte delle persone che leggono questo articolo saranno d ‘accordo che il Parkour semplicemente non è più Parkour senza alcuni di questi valori. Valori come il coraggio, la determinazione, la resistenza, la forza, la disciplina, la dedizione e la longevità. Valori come l ‘umiltà, e l ‘altruismo. L ‘integrità.

 

Ci sono molti modi in cui possiamo aiutare a canalizzare positivamente il futuro della disciplina, ma rifiutarsi di lasciare che valori come questi vadano persi nella pratica è un buon inizio, e un punto facile per iniziare.

 

Possiamo ispirare la nuova generazione di praticanti e far vedere loro che il Parkour è ben più che grandi salti, dicendo come la pensiamo.

 

Scrivi i tuoi commenti sui video, carica i tuoi, scrivi articoli, insegna, parla, viaggia e condividi l ‘allenamento nel modo in cui ritieni che il Parkour dovrebbe essere praticato e fai vedere quel lato della disciplina ovunque tu vada. Rappresentarla. Sii tu stesso la disciplina.

 

Questi valori non devono manifestarsi solamente come le sfide che ho citato prima, ma alla fine l ‘unico modo per crescere in modo significativo è quello di affrontare le difficoltà e di adattarsi a superarle. Questo potrebbe significare ‘chiudere ‘ un salto, fare qualcosa che ti spaventa perché credi che il rischio valga la pena per superare le tue paure e provare le tue abilità.

 

 

Forse sarà tecnica. Forse sarà ripetere un salto in corsa su una ringhiera sottile cercando di atterrare perfettamente 3 volte di fila. 10 volte di fila. 50 volte.

 

O forse sarà una sfida fisica, dopo tutto. Forse sceglierai uno dei tuoi esercizi preferiti e ti metterai alla prova e vedendo quanto puoi resistere. Quante ripetizioni puoi fare in 10 minuti o quanto peso in più riesci a sollevare dopo 6 mesi di allenamento dedicato a questo.

 

 

Non importa qual è la sfida, ciò che conta è che si devono affrontare sfide regolarmente se si vuole veramente mettersi alla prova e vedere di cosa si è fatti. Questo confronto e la voglia di vincere la sfida è il cuore della bestia che è Parkour e batte più lentamente con il passare degli anni nella comunità. Ma è l ‘esposizione regolare a sfide come queste che costruisce e infonde questi valori nelle persone.

 

Ciò che le persone non sembrano capire è che il ragazzo di 19 anni che può saltare 6 metri tra queste due pareti dopo un anno di pratica, potrebbe non essere più qui entro pochi anni. Pochissime persone durano più di pochi di anni in questo gioco, a causa di infortuni, perdita di interesse o innumerevoli altri impedimenti. Così, mentre quello che lui sta facendo è impressionante, sì.. quello per cui tu ti stai allenando, ‘per essere e per durare ‘, per i prossimi 10 anni, 20 anni… e ancora di più, sempre più forte, migliorando sempre, ancora allenandoti e godendo del Parkour.. mi sembra molto più impressionante. Questi sono i valori e gli obiettivi che mi hanno colpito di quella piccola élite che ho citato prima e queste sono le cose che non lascerò andare perse con il passare degli anni.

 

Non scusarti per i valori in cui credi e soprattutto non lasciare che il Parkour li perda, se credi in loro. Il Parkour si evolverà e sarà ciò che sarà agli occhi del pubblico, ma rimani fedele a ciò che consideri importante, perché non sei solo. Non lasciarlo morire o la prossima generazione potrebbe non vedere o sperimentare mai ciò che tu hai visto e fatto quando hai scoperto il Parkour. Lascia che il mettersi alla prova e la longevità siano il modello per il tuo allenamento, i tuoi obiettivi e le tue motivazioni. Imposta le tue sfide personali, anche alcune che potrebbero essere impossibili, anche grazie a quelle si impara molto. Ricorda che una sfida non è una sfida se sai di poterla vincere. Vai oltre la superficie, accogli dubbi ed incertezze, come vecchi nemici e rendili tuoi amici. Confrontati spesso con difficoltà apparentemente insormontabili.. e crescerai diventando una persona più forte.

 

Se vuoi ripetere quel piccolo salto in un angoletto di un muro coperto di muschio per tutto il giorno fino a quando potrai farlo ad occhi chiusi .. bene amico mio, non sei solo. Voglio ripetere quel salto con te. Ma facciamolo 50 volte, giusto per essere sicuri. Ed uno in più per gli altri che non possono unirsi a noi. Questo ci renderà migliori più di quel grande precipizio sul tetto, mentre ti immortali con la fotocamera.

 

Noi siamo la minoranza ora, ma insieme siamo ancora una percentuale influente di coloro che dichiara di praticare Parkour. Possiamo ancora far sentire il nostro messaggio a tutti coloro che vengono a conoscenza del Parkour ora, e nei prossimi anni.

 

Questa è una chiamata alle armi per coloro che tuttora considero come l ‘avanguardia del Parkour. Adesso è il momento. Fate la differenza, mostrando, condividendo ed “essendo” le altre facce del Parkour che conoscete ed amate. I lati che alcuni vorrebbero vedere dimenticati mentre la disciplina cresce.

 

Chris ‘Blane ‘ Rowat

 

Un rigraziamento per la traduzione agli amici di Rhizai, e ovviamente potete leggere l’articolo in lingua originale sul blog ufficiale di Blane. ;)